DEFINIZIONE E DESCRIZIONE

La moderna ortodonzia è la branca dell'odontoiatria specializzata nella diagnosi, nella prevenzione e nel trattamento delle malocclusioni, che si manifestano come anomalie di posizione e di sviluppo delle ossa mascellari e dei denti.
L'ortodonzia riguarda lo studio della crescita cranio-facciale, lo sviluppo dei rapporti dentali ed il trattamento delle anomalie dento-facciali.
Con l'ortodonzia si vuole creare un corretto allineamento dei denti e delle strutture dento facciali sia in fase di crescita che di maturità; creare le migliori relazioni occlusali possibili ed ottenere una buona estetica facciale, uno stato migliore di salute dei denti e dei loro tessuti di sostegno.
Tutto ciò si può ottenere mediante l'applicazione di forze o tramite la stimolazione ed il ridirezionamento di forze funzionali alterate.

Con il termine "occlusione" si definiscono i rapporti tra gli elementi dentari quando le arcate mascellare e mandibolare entrano in contatto tra di loro.

Il criterio di classificazione ancora oggi maggiormente utilizzato è il sistema di Angle cioè in base alla relazione antero-posteriore tra i primi molari permanenti dell'arcata superiore e di quella inferiore.

Semplificando si può dire che:

  • Classe I: rapporto ideale tra mascella e mandibola
  • Classe II: il mascellare superiore è più avanti della mandibola
  • Classe III: la mandibola è più avanti del mascellare superiore.

Per "overjet" si intende la distanza tra incisivi superiori ed inferiori in direzione antero-posteriore; il suo valore normale è di circa 2 mm.

Per "overbite" si intende il rapporto verticale tra gli incisivi superiori e gli inferiori: un'eccessiva sovrapposizione verticale degli incisivi superiori sugli inferiori viene definita morso profondo; il morso aperto è invece la mancanza di contatto con beanza tra gli incisivi superiori ed inferiori.

La maggior parte dei problemi dento scheletrici riscontrabili nei pazienti in crescita è sostenuta da una causa (etiologia) multifattoriale (cause ereditarie, difetti dello sviluppo embrionale, traumi ed influenze di tipo funzionale).

Alcune anomalie comportamentali, le così dette abitudini viziate, creano delle pressioni disarmoniche a livello della muscolatura oro-facciale determinando la comparsa di problemi occlusali.

Forma e funzione sono strettamente correlate tra di loro e si condizionano reciprocamente: così come una funzione corretta determina uno sviluppo armonico della bocca, così una funzione alterata può modificare la forma dei mascellari e delle arcate dentarie.

Analizziamo ora brevemente alcune di queste abitudini viziate.

La suzione con succhietto si può considerare consigliabile per i primi 24 mesi di vita affinché non crei una malocclusione.

Molto più problematico è il succhiamento del pollice che se protratto oltre i 4 anni dì età può creare dei problemi occlusali quali morso aperto anteriore con deglutizione atipica.

Il dito inoltre preme sulla volta palatina spingendo verso l'esterno gli incisivi superiori; la compressione della muscolatura periorale crea una riduzione dei diametri traversi con arcate superiori strette.

La respirazione orale: è una situazione patologica in cui il passaggio dell'aria avviene principalmente attraverso il cavo orale, ciò crea delle alterazioni del sistema neuro muscolare con ripercussioni sulla forma cranio facciale.

Le labbra sono incompetenti (non chiudono bene) e ci possono essere incisivi vestibolarizzati, deglutizione atipica con l'arcata superiore stretta.

Anche la deglutizione atipica può essere considerata un'abitudine viziata; la spinta della lingua va verso l'avanti e non verso l'alto, e ciò determina la mancanza del contatto occlusale tra le arcate, la posizione verso l'esterno degli incisivi superiori, il palato ogivale alto e l'arcata inferiore piuttosto stretta.

La correzione di queste problematiche funzionali deve essere duplice: ortodontica, per risolvere la malocclusione e miofunzionale al fine di conferire il corretto tono ai muscoli masticatori; da ciò si comprende la necessità di un'importante collaborazione tra ortodontista e logopedista.

Sarebbe meglio fare una prima valutazione ortodontica tra i 4-5 anni in piena fase di dentatura decidua perché una valutazione precoce ha lo scopo di individuare il problema e di valutarne la sua evoluzione nel tempo.

Ci sono poi alcune malocclusioni che vanno intercettate precocemente per cercare di controllare ed eventualmente neutralizzare i meccanismi di aggravamento del difetto iniziale.

Per intercettamento si intende prevenzione secondaria per annullare o contenere gli effetti negativi dei fattori di rischio che hanno già interagito con il paziente

Ci sono delle malocclusioni che consideriamo ad intercettamento obbligatorio precoce :

  • Inversione della masticazione anteriore (III classe). Questa situazione porta ad avere una crescita non controllata della mandibola con un ostacolo meccanico alla normale evoluzione di crescita del mascellare superiore.
  • Inversione del combaciamento latero-posteriore, o morso crociato monolaterale. Nel soggetto in crescita questa inversione comporta un'asimmetria del mascellare sia sul piano trasversale che verticale.

Ci sono poi tutta una serie di problemi ortodontici che possono essere diagnosticati in fase di dentizione mista o definitiva:

  • Carenza di spazio: la perdita dei denti decidui in età precoce rappresenta un rischio per il corretto allineamento dentale perché i denti vicini si muovono lungo l' arcata dove trovano lo spazio determinando un accorciamento dell'arcata stessa e conseguente affollamento dentale.
  • Discrepanze antero-posteriori: da correggere in dentatura mista se il problema è di tipo scheletrico e necessita quindi di essere risolto con dispositivi ortopedici.
  • Discrepanze verticali: morso profondo quando nella posizione di occlusione abituale gli incisivi superiori ricoprono la superficie vestibolare degli inferiori per più di 3 mm. In casi gravi è importante che il paziente venga visitato per una valutazione ortodontica.
  • Morso aperto: quando nella posizione di occlusione abituale gli incisivi superiori non ricoprono neanche minimamente la superficie vestibolare degli inferiori; abbiamo già detto che questa situazione è spesso legata ad abitudini viziate.

Quando è necessario la terapia ortodontica può essere suddivisa in due fasi: la prima fase è quella intercettiva che va a correggere quelle disarmonie dentali e scheletriche che potrebbero complicare notevolmente i futuri trattamenti.

Questa fase precoce di trattamento non elimina l'eventuale necessità di una terapia ortodontica in dentizione permanente, ma la rende più semplice e ne ottimizza i risultati.

In generale, per quanto riguarda le problematiche occlusali di tipo scheletrico, si può dire che le possibilità terapeutiche divengono tanto più limitate tanto più avanza l'età del paziente.

Infatti l'ortopedia dento-facciale è effettuabile quando il soggetto è in fase attiva di crescita e di sviluppo; a crescita ultimata le armi terapeutiche a disposizione dell'ortodontista risultano essere piuttosto limitate.

Esiste comunque sempre la possibilità di correggere malocclusioni gravi con interventi di chirurgia maxillo-facciale.

Il trattamento ortodontico prevede l'impiego di apparecchiature che possono essere fisse o rimovibili.

Non si tratta di una libera scelta: ogni apparecchio trova precise indicazioni!

Gli apparecchi rimovibili comunemente detti mobili (perché si mettono e si tolgono), sono fatti di resina e possono avere varia forma e dimensione. Il paziente li deve trattare con cura per evitare deformazioni o rotture.

Gli apparecchi fissi sono generalmente costituiti da bande (anellini metallici che abbracciano il dente e vengono ad esso cementati) e brackets (attacchi che vengono incollati alla superficie dei denti mediante resine adesive).

E' proprio grazie alle bande e ai brackets che si possono posizionare gli archi ortodontici che permettono il movimento dei denti.

In alcune fasi del trattamento si può rendere necessario l'uso di mezzi ausiliari come gli elastici.

I brackets ortodontici possono essere metallici o di ceramica.

Per far fronte alle maggiori esigenze estetiche dei pazienti adulti, nel 1997 grazie ad un'idea di due giovani studenti della Business School dell'Università di Stanford, Zia Chisti e Kelsey Wirth, viene sviluppato un sistema ortodontico veramente invisibile denominato Invisalign: un sistema di mascherine estetiche completamente trasparenti in grado di spostare i denti.

Mettendo insieme le loro conoscenze informatiche, la collaborazione di ortodontisti e di esperti di tecnica CAD/CAM hanno potuto realizzare un sistema computerizzato che permettesse di costruire degli apparecchi realmente invisibili, sequenziali con i quali spostare i denti.

Il nome Invisalign deriva dall' unione dei due termini inglesi "invisibile" e "align" che significano appunto allineare in maniera invisibile .

Il sistema ortodontico Invisalign nasce per pazienti che presentano malocclusioni lievi, ad esempio affollamenti frontali in presenza di una dentatura posteriore stabile. Rientrano inoltre nelle indicazioni del sistema i pazienti che presentano i seguenti tipi di malocclusioni:

  • diastemi medio-piccoli (2-6mm)
  • affollamenti medio-bassi (4-6mm)
  • morso profondo anteriore o poco aperto
  • arcate dentarie contratte che richiedono un'espansione dentale fino a 4-6mm
  • estrazione di un dente anteriore nell'arcata inferiore per correggere l'affollamento.

In seguito a sperimentazione clinica è però stato dimostrato che Invisalign può essere applicato anche in casi più complessi che richiedono ad esempio l'estrazione di premolari, la distalizzazione dei molari o la correzione di un morso crociato anteriore.

Per utilizzare questa nuova tecnica, il professionista deve partecipare ad uno speciale corso di "certificazione".

Sito ufficiale INVISALIGN: invisalign