DEFINIZIONE E DESCRIZIONE

In odontoiatria vengono impiegate delle sostanze che hanno effetto anestetico locale. E' una famiglia di molecole che hanno radici chimiche comuni e bengono confezionate in fiale monodose, con una aggiunta eventuale di una piccola percentuale di adrenalina.
Tutte queste sostanze inibiscono la trasmissione nervosa dolorifica dai nervi periferici alle zone recettive del cervello, facendo da isolante chimico al segnale nervoso nella zona iniettata.
L'adrenalina viene impiegata per potenziare l'effetto dell'anestetico, ma può anche essere assente.
Carbocaina, Xilocaina, Articaina sono alcuni dei nomi di prodotti che vengono impiegati.

Il tipo di siringa più usato è quello detto "per tubofiala" ed è semplicemente una piccola struttura in acciaio che viene sterilizzata ad ogni paziente, nella quale è possibile inserire la fialetta di anestetico ed un ago, entrambi monouso.
Esistono altri tipi particolari di siringa, come quella per praticare la cosiddetta anestesia intraligamentosa: in questi dispositivi, la fila di anestetico è chiusa in uno scomparto che, in caso di rottura del vetro, impedisce ai pezzi di uscire, poichè la pressione esercitata per questa particolare anestesia è maggiore.

Per tutti i denti della mascella (arcata superiore), si pratica la cosiddetta anestesia plessica. Essa consiste semplicemente nel depositare l'anestetico "sottocute" ossia all'interno della mucosa, grosso modo all'altezza del presumibile apice della radice del dente da trattare.
La stessa anestesia può essere impiegata negli incisivi della mandibola (arcata inferiore), ma presenta difficoltà di riuscita crescenti, man mano che si pratica su denti più posteriori: il motivo è che l'osso della mandibola che copre le radici cresce progressivamente di spessore verso la parte posteriore, per cui ad esempio su un molare l'anestesia plessica potrebbe non funzionare bene.
Molti operatori preferiscono praticare l'anestesia tronculare. Si tratta di una iniezione al nervo alveolare inferiore, che è quello che serve alla sensibilità di  tutta la mandibola (uno per il lato destro, uno per il sinistro). Viene punta la zona di mucosa interna posteriormente all'ultimo molare, quasi verso l'apertura della faringe.
L'effetto è leggermente ritardato e comprende l'anestesia di tutto il lato della mandibola, sino alla metà del labbro inferiore, e della metà omologa della lingua (a causa della vicinanza del nervo linguale).
Qualunque sia il tipo di anestesia praticata, il suo effetto può durare da 1 ora a oltre 4 ore, a seconda della situazione. L'anestetico viene smaltito con le urine, non lascia traccia di sè nell'organismo e non dà nessun effetto collaterale nè assuefazione.